La formazione è uno degli strumenti più efficaci per trasformare gli obiettivi ESG in azioni concrete. Sempre più organizzazioni investono nello sviluppo delle competenze per rafforzare la propria cultura della sostenibilità, promuovere comportamenti responsabili e accompagnare i cambiamenti richiesti dal mercato e dalla normativa.
Ma una domanda emerge spesso già nelle prime fasi di progettazione: è meglio scegliere un percorso di e-learning o puntare sulla formazione in aula?
La risposta è meno scontata di quanto possa sembrare. Non esiste infatti una modalità migliore in assoluto: il formato più efficace dipende dagli obiettivi del percorso, dalle persone coinvolte e dai risultati che l’organizzazione intende raggiungere.
Il formato della formazione incide sui risultati
Quando si parla di formazione ESG, il vero obiettivo non è semplicemente trasferire informazioni, ma favorire un cambiamento nei comportamenti e nelle decisioni quotidiane.
Per questo motivo la scelta della modalità di erogazione non rappresenta un dettaglio organizzativo, bensì una decisione strategica. Un percorso ben progettato può aumentare il coinvolgimento delle persone, migliorare l’apprendimento e facilitare l’applicazione pratica delle competenze acquisite.
Al contrario, scegliere un formato non coerente con gli obiettivi rischia di trasformare la formazione in un’attività percepita come un semplice adempimento.
Quando scegliere l’e-learning
Negli ultimi anni la formazione online è diventata una componente fondamentale dei percorsi di sviluppo organizzativo. La sua diffusione è legata soprattutto alla capacità di coniugare qualità, flessibilità e scalabilità.
L’e-learning è particolarmente indicato quando è necessario coinvolgere un numero elevato di persone, operare su sedi distribuite o garantire aggiornamenti periodici senza interrompere le attività lavorative.
Tra i principali vantaggi troviamo:
- fruizione in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo;
- riduzione dei costi logistici e degli spostamenti;
- monitoraggio delle partecipazioni e dei completamenti;
- possibilità di aggiornare rapidamente i contenuti;
- accesso continuativo ai materiali formativi.
Per questi motivi rappresenta una soluzione ideale per attività di sensibilizzazione, percorsi introduttivi sui temi ESG, formazione obbligatoria e aggiornamenti normativi.
Quando la formazione in aula crea più valore
La formazione in presenza continua a svolgere un ruolo centrale quando l’obiettivo è sviluppare competenze relazionali, stimolare il confronto o accompagnare un cambiamento culturale.
L’interazione diretta con chi facilita il percorso e con il resto del gruppo permette di approfondire casi concreti, condividere esperienze e affrontare situazioni che difficilmente potrebbero essere esplorate con la stessa efficacia attraverso contenuti esclusivamente digitali.
Per questo motivo la formazione in aula è particolarmente efficace su temi quali leadership, governance, diversity & inclusion, etica, prevenzione delle molestie, gestione dei conflitti e sviluppo manageriale.
In questi contesti il dialogo diventa parte integrante dell’apprendimento e contribuisce a trasformare la conoscenza in comportamenti concreti.
Il blended learning: l’approccio più efficace per molti percorsi ESG
Sempre più organizzazioni scelgono oggi il blended learning, ovvero un modello che combina e-learning e formazione in presenza.
L’idea è semplice: utilizzare ogni modalità per ciò che sa fare meglio.
I contenuti teorici possono essere fruiti online in autonomia, consentendo a tutte le persone di acquisire una base comune di conoscenze. Gli incontri in presenza diventano invece occasioni per confrontarsi, lavorare su casi pratici, sviluppare competenze e condividere esperienze.
Questo approccio rende il percorso più dinamico, aumenta il coinvolgimento e favorisce un apprendimento più duraturo, soprattutto quando la formazione è parte di un progetto di trasformazione organizzativa.
La formazione ESG non è un evento, ma un percorso continuo
Le competenze richieste alle organizzazioni evolvono costantemente. Nuove normative, aspettative degli stakeholder e cambiamenti culturali rendono necessario un aggiornamento continuo.
Per questo motivo la formazione ESG non dovrebbe essere concepita come un’attività occasionale, ma come un processo permanente di crescita delle competenze.
In quest’ottica, Good Impact e FairPlace collaborano per progettare percorsi formativi che accompagnino le organizzazioni nel tempo.
Attraverso un modello di Life Long Learning, le organizzazioni vengono affiancate nella costruzione di percorsi formativi continui, integrando contenuti digitali, microlearning, formazione sincrona e strumenti di coinvolgimento che accompagnano le persone nel tempo.
L’obiettivo non è semplicemente erogare corsi, ma consolidare comportamenti, rafforzare la cultura organizzativa e trasformare la formazione in una leva concreta di crescita e sostenibilità.
Qual è quindi la scelta migliore?
Più che chiedersi se sia preferibile l’e-learning o la formazione in aula, le organizzazioni dovrebbero domandarsi quale esperienza formativa permetta di raggiungere gli obiettivi prefissati.
L’e-learning rappresenta una soluzione efficace per diffondere conoscenze in modo capillare e garantire aggiornamenti continui. La formazione in presenza favorisce invece il confronto, la riflessione e lo sviluppo di competenze trasversali. Il blended learning, nella maggior parte dei casi, consente di valorizzare entrambi gli approcci, costruendo percorsi completi e realmente efficaci.
Una formazione ESG ben progettata non si limita a trasferire informazioni: aiuta le persone a comprendere il proprio ruolo nel cambiamento e rende la sostenibilità parte integrante delle decisioni quotidiane. È così che la formazione smette di essere un costo o un adempimento e diventa un investimento strategico per il futuro dell’organizzazione.
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