Pay Transparency: perché la Job Evaluation è la sfida più complessa 

La Job Evaluation è il pilastro più complesso della Pay Transparency. Scopri i nuovi criteri per definire il "lavoro di pari valore", le novità sui CCNL emerse a Montecitorio e perché attendere il 2026 per mappare i ruoli è un rischio per le aziende.

Perché la direttiva Pay Transparency è un esercizio di valore

La direttiva pay transparency ci impone un esercizio di estremo valore: eliminare tutto quanto non è oggettivo nella definizione delle politiche retributive, con l’obiettivo di combattere il gender pay gap.

La parte più difficile: la Job Evaluation

La parte più difficile dell’impianto da costruire? La Job evaluation, ovvero definire – attraverso criteri oggettivi – cluster di lavoratori e lavoratrici che svolgono lavoro di pari valore.

Tanti nostri clienti ci dicono: “ma nella mia organizzazione sono le mansioni/ruoli a definire chi fa lavoro di pari valore.”
Giusto, ma non basta! La job evaluation deve essere trasversale: la valutazione dei ruoli può portare alla conclusione che HR SPECIALIST e MARKETING SPECIALIST – per quanto facciano attività completamente diverse – abbiano lo stesso valore.

Cosa dice la direttiva sui criteri di valutazione

E quindi come si fa questa JOB EVALUATION?
La direttiva ci dice che i criteri per la categorizzazione dei lavoratori devono ispirarsi a queste macro categorie:

  • Condizioni di lavoro
  • Competenza
  • Impegno
  • Responsabilità

Non è una rivoluzione, ma cambia le regole

Gli stakeholder di mercato (consulenti, piattaforme SaaS) già prima della direttiva trasparenza avevano familiarità con il sistema delle job evaluation; quindi, non siamo di fronte a una rivoluzione copernicana.

Tuttavia, il testo della direttiva fornisce indicazioni nuove sui criteri per la job evaluation e quindi cosa stanno facendo consulenti e piattaforme? Stanno integrando questi criteri nell’impianto già noto per renderlo aderente alle aspettative della pay transparency.

Perché non aspettare il recepimento

Tutti (noi compresi) stanno dicendo alle aziende:
Non aspettate il recepimento, potrebbe essere troppo tardi! Dovete avere un impianto solido e coerente prima del 7 giugno 2026 (data ultima per i Paesi per il recepimento della Direttiva).

Il giorno successivo all’entrata in vigore della direttiva, infatti, ciascun/a dipendente potrà esercitare il proprio diritto di informazione:
Quanto guadagno io rispetto alla media (totale e segmentata uomo/donna) delle persone che svolgono un lavoro di pari valore al mio?

Cosa è emerso dal convegno di Montecitorio

Il 10 novembre a Montecitorio c’è stato un convegno sui lavori di recepimento della direttiva. Sintetizzare 3 ore e mezza di trattazione sarebbe un lavoro disumano, ma vediamo le cose più importanti:

  • Il sistema di reporting andrà a riprendere e modificare il già esistente meccanismo del rapporto biennale, auspicabilmente con calcolatori automatici.
  • Un tavolo tecnico sta lavorando a un sistema di classificazione del lavoro e job evaluation compatibile con il sistema normativo italiano, ancorando la valutazione ai livelli inquadramentali e alle declaratorie contenute nel CCNL.
  • Business Europe ha chiesto una proroga di 12 mesi per consentire alle aziende di adeguarsi.

Conviene impostare un sistema ora?

Se a livello paese stiamo lavorando a un sistema ancorato ai CCNL, ha senso impostare un sistema “auto-prodotto”?

Probabilmente la risposta immediata sarebbe: NO, non conviene finalizzare il sistema prima del recepimento.

Ma stare fermi ad aspettare? Niente di più sbagliato!

Cosa fare subito per prepararsi

Dal recepimento ci sarà poco tempo per implementare il sistema richiesto, quindi bisogna prepararsi con una mappatura e un’organizzazione delle informazioni:

  • Condurre un assessment per capire il livello di maturità iniziale dell’azienda (come assumo, come pago, come aumento i salari, come promuovo e chi prende queste decisioni).
  • Mappare il catalogo dei ruoli/mansioni e verificare la compatibilità con i livelli inquadramentali e le declaratorie.
  • Mappare tutte le retribuzioni erogate: fisse, variabili, benefit e altri elementi monetizzabili.

Il ruolo del gruppo Fiabilis

Il gruppo Fiabilis sta affrontando questo argomento con serietà, mettendo a fattor comune le professionalità di cui siamo dotati:

  • Analisti (Fiabilis)
  • Avvocati e Giuslavoristi (GPN)
  • HR Advisor (Good Impact)

Meglio giocare d’anticipo

Non vediamo l’ora di vedere la mastodontica opera di revisione dei CCNL in ottica di recepimento della direttiva.

Nel frattempo, se riconoscete la centralità del tema ma non sapete da dove cominciare, better call us!

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