Negli ultimi anni sempre più aziende hanno scelto di diventare Società Benefit, integrando nel proprio modello di business obiettivi di beneficio comune oltre al profitto.
Questa trasformazione non riguarda solo il posizionamento o la comunicazione aziendale, ma richiede un approccio concreto alla governance, alla gestione degli impatti e alla misurazione delle attività svolte.
Tra gli elementi centrali di questo modello c’è la figura del Responsabile dell’Impatto: un ruolo sempre più strategico per le aziende che vogliono gestire in modo strutturato il proprio percorso di sostenibilità e garantire coerenza tra obiettivi dichiarati e azioni concrete.
Ma chi è davvero il Responsabile dell’Impatto? È obbligatorio? E soprattutto: cosa fa nella pratica all’interno di una Società Benefit?
Chi è il Responsabile dell’Impatto
Il Responsabile dell’Impatto è la figura incaricata di supportare l’azienda nella gestione, nel monitoraggio e nel coordinamento delle attività legate al beneficio comune.
Nelle Società Benefit, infatti, non basta dichiarare un impegno verso la sostenibilità o l’impatto sociale: è necessario dimostrare nel tempo come questi obiettivi vengano realmente integrati nelle attività aziendali.
Il Responsabile dell’Impatto ha proprio il compito di accompagnare questo processo, aiutando l’organizzazione a trasformare principi e obiettivi in attività concrete, misurabili e coerenti con il modello Benefit.
Si tratta quindi di una figura che lavora a cavallo tra sostenibilità, governance, strategia e organizzazione aziendale.
È obbligatorio nominare un Responsabile dell’Impatto?
Sì.
La normativa sulle Società Benefit prevede che venga individuato un soggetto responsabile cui affidare funzioni e compiti finalizzati al perseguimento del beneficio comune.
La legge non impone necessariamente un ruolo con una specifica job title o una posizione organizzativa standardizzata, ma richiede che l’azienda identifichi chiaramente chi si occupa del coordinamento e della supervisione degli obiettivi di impatto.
Questa figura rappresenta quindi un elemento importante di governance, soprattutto perché le Società Benefit sono chiamate a:
- perseguire finalità di beneficio comune;
- operare in modo responsabile e sostenibile;
- rendicontare annualmente le attività e gli impatti generati.
Per questo motivo, il Responsabile dell’Impatto non dovrebbe essere visto come un adempimento formale, ma come una figura strategica per dare concretezza al percorso Benefit.
Cosa fa il Responsabile dell’Impatto
Le attività del Responsabile dell’Impatto possono variare in base alla dimensione dell’azienda, al settore e al livello di maturità ESG dell’organizzazione. Tuttavia, ci sono alcune responsabilità che ricorrono frequentemente.
- Coordinamento degli obiettivi di beneficio comune
Il Responsabile dell’Impatto supporta l’azienda nella definizione e nel monitoraggio degli obiettivi di impatto sociale, ambientale o territoriale dichiarati nello statuto Benefit.
Aiuta inoltre a verificare che tali obiettivi siano coerenti con le attività aziendali e realmente integrati nei processi organizzativi.
- Monitoraggio e raccolta dati
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la misurazione degli impatti.
Il ruolo prevede spesso attività di:
- raccolta KPI;
- monitoraggio delle iniziative ESG;
- analisi dei risultati;
- coordinamento delle informazioni necessarie per la reportistica.
Sempre più aziende, infatti, devono strutturare dati e processi di rendicontazione in modo chiaro e verificabile.
- Supporto alla Relazione d’Impatto
Le Società Benefit sono tenute a redigere annualmente una Relazione d’Impatto da allegare al bilancio.
Il Responsabile dell’Impatto supporta la raccolta dei contenuti, il coordinamento delle funzioni aziendali coinvolte e la strutturazione delle informazioni necessarie per raccontare obiettivi, attività svolte e risultati raggiunti.
- Coinvolgimento interno e cultura aziendale
In molte realtà il ruolo comprende anche attività di sensibilizzazione e coinvolgimento interno sui temi ESG e Benefit.
La sostenibilità, infatti, funziona davvero solo quando entra nella cultura aziendale e nei processi quotidiani dell’organizzazione.
Chi nominare: figura interna o supporto esterno?
Una delle domande più frequenti riguarda proprio la scelta della figura da nominare.
Non esiste una soluzione unica: dipende dalla struttura aziendale, dalle competenze presenti internamente e dal livello di complessità del percorso Benefit.
Figura interna
Molte aziende scelgono una figura interna, soprattutto quando:
- esiste già un presidio ESG;
- il tema sostenibilità è integrato nei processi aziendali;
- ci sono risorse con competenze trasversali tra governance, HR, compliance o sostenibilità.
Questa soluzione può facilitare il coordinamento operativo e l’allineamento con il management.
Supporto esterno
Altre organizzazioni preferiscono affidarsi a consulenti o partner esterni, soprattutto nelle prime fasi del percorso o quando manca una struttura interna dedicata.
Un supporto esterno può aiutare a:
- definire il modello di governance;
- strutturare KPI e monitoraggi;
- impostare la Relazione d’Impatto;
- coordinare il percorso Benefit;
- integrare gli obiettivi ESG nella strategia aziendale.
In molti casi la soluzione più efficace è una combinazione tra presidio interno e supporto specialistico esterno.
Perché questa figura sta diventando sempre più strategica
Oggi il ruolo del Responsabile dell’Impatto sta assumendo un’importanza crescente perché le aziende sono chiamate sempre più spesso a dimostrare concretamente il proprio impegno ESG.
Clienti, stakeholder, investitori e mercato richiedono trasparenza, misurazione e coerenza tra ciò che viene dichiarato e ciò che viene realmente fatto.
Per questo motivo, avere una governance chiara dell’impatto non è più solo un tema normativo o reputazionale, ma un elemento strategico di sviluppo aziendale.
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