UNI/PdR 159:2024 e inclusione delle persone con disabilità: come passare dalla conformità normativa a una strategia organizzativa

La UNI/PdR 159:2024 aiuta le aziende a superare la Legge 68/99 e trasformare l'inclusione lavorativa delle persone con disabilità in un modello organizzativo misurabile e integrato con le strategie ESG.
Cubi colorati con lettere che compongono la parola inclusion, simbolo dell'inclusione lavorativa delle persone con disabilità in azienda

La UNI/PdR 159:2024 introduce un approccio strutturato per aiutare le organizzazioni a misurare, sviluppare e migliorare l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, andando oltre il semplice rispetto degli obblighi previsti dalla Legge 68/99.

Inclusione lavorativa: perché oggi non basta essere conformi alla Legge 68/99

Negli ultimi anni il tema dell’inclusione delle persone con disabilità ha acquisito una rilevanza crescente all’interno delle strategie ESG, delle politiche HR e dei programmi di sostenibilità aziendale.

Tuttavia, per molte organizzazioni il confronto con questi temi continua a coincidere principalmente con il rispetto degli obblighi previsti dalla Legge 68/99 sul collocamento mirato.

La conformità normativa rappresenta senza dubbio un punto di partenza fondamentale, ma non è sufficiente per garantire un ambiente di lavoro realmente inclusivo.

È proprio da questa consapevolezza che nasce la UNI/PdR 159:2024 “Lavoro inclusivo delle persone con disabilità – Indirizzi operativi”, il primo framework italiano sviluppato per supportare le organizzazioni nella costruzione di modelli di inclusione concreti e misurabili.

UNI/PdR 159: perché è stata sviluppata

La Prassi di Riferimento è il risultato di un lavoro condiviso che ha coinvolto UNI, Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia, associazioni datoriali, organizzazioni sindacali, enti pubblici e rappresentanti del mondo della disabilità.

L’obiettivo non è introdurre nuovi obblighi legislativi, ma fornire alle organizzazioni una metodologia operativa per valutare il proprio livello di maturità inclusiva e pianificare interventi di miglioramento.

Il presupposto è semplice: assumere una persona con disabilità non significa automaticamente aver creato un contesto inclusivo.

Un’organizzazione inclusiva è quella che riesce a garantire alle persone opportunità di partecipazione, crescita professionale, autonomia e valorizzazione delle competenze durante tutto il percorso lavorativo.

Un modello per misurare il livello di inclusione aziendale

Uno degli elementi più interessanti della UNI/PdR 159 è l’introduzione di un approccio sistemico al tema dell’inclusione.

La Prassi individua infatti alcuni ambiti fondamentali sui quali le organizzazioni sono chiamate a riflettere e intervenire:

  • definizione di una politica aziendale per l’inclusione;
  • promozione di una cultura organizzativa inclusiva;
  • formazione e sensibilizzazione di manager e collaboratori;
  • accessibilità degli ambienti e degli strumenti di lavoro;
  • gestione inclusiva dei processi HR;
  • monitoraggio dei risultati attraverso indicatori e verifiche periodiche.

L’obiettivo non è certificare un singolo intervento, ma sviluppare un modello organizzativo capace di integrare l’inclusione nelle decisioni e nei processi aziendali.

Il valore della checklist di autovalutazione

La UNI/PdR 159 mette inoltre a disposizione delle organizzazioni una checklist che consente di effettuare una prima analisi del proprio livello di maturità.

Questo strumento permette di individuare punti di forza, aree di miglioramento e priorità di intervento, trasformando l’inclusione da concetto astratto a percorso concreto e misurabile.

Per molte aziende rappresenta il primo passo per comprendere dove si collocano oggi e quali azioni possono intraprendere per evolvere il proprio modello organizzativo.

I dati sull’occupazione mostrano che la sfida è ancora aperta

Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, i dati continuano a evidenziare un divario significativo tra persone con e senza disabilità rispetto alla partecipazione al mercato del lavoro.

Secondo le rilevazioni ISTAT, il tasso di occupazione delle persone con limitazioni gravi rimane significativamente inferiore rispetto a quello della popolazione senza disabilità.

Un dato che evidenzia come il vero tema non sia solo l’accesso al lavoro, ma anche la possibilità di costruire percorsi professionali sostenibili, inclusivi e capaci di valorizzare le competenze delle persone.

È proprio in questa prospettiva che la UNI/PdR 159 assume particolare rilevanza.

Le domande che ogni organizzazione dovrebbe porsi

Tradizionalmente le imprese tendono a misurare l’inclusione attraverso indicatori quantitativi, come il numero di persone assunte in adempimento agli obblighi normativi.

La UNI/PdR 159 propone invece un cambio di prospettiva.

La domanda non è più:

“Quante persone con disabilità lavorano nella nostra organizzazione?”

Ma piuttosto:

“Abbiamo creato le condizioni affinché possano contribuire pienamente alla vita aziendale e sviluppare il proprio potenziale professionale?”

Questo approccio porta l’attenzione su aspetti spesso meno visibili ma determinanti, come la cultura aziendale, la leadership, l’accessibilità e la qualità dei processi HR.

Dall’inclusione alla crescita organizzativa

Uno degli aspetti più innovativi della Prassi riguarda il collegamento tra inclusione e sviluppo organizzativo.

La UNI/PdR 159 considera infatti l’inclusione come un fattore che può contribuire a:

  • migliorare il clima aziendale;
  • aumentare il coinvolgimento delle persone;
  • valorizzare competenze ed esperienze differenti;
  • rafforzare la reputazione dell’organizzazione;
  • generare valore sociale;
  • supportare le strategie ESG.

L’inclusione non viene quindi interpretata come un adempimento o un costo, ma come una leva di innovazione e miglioramento organizzativo.

Inclusione, ESG e dimensione sociale della sostenibilità

La crescente attenzione verso la sostenibilità sta portando molte imprese a misurare e rendicontare in modo sempre più strutturato il proprio impatto sociale.

In questo contesto, la gestione inclusiva delle persone rappresenta uno degli elementi centrali del pilastro Social degli ESG.

La UNI/PdR 159 fornisce alle organizzazioni un quadro di riferimento utile per trasformare gli impegni dichiarati in pratiche concrete, favorendo una maggiore coerenza tra strategia, cultura aziendale e gestione delle risorse umane.

Dall’assessment ai piani di miglioramento: un approccio concreto

L’efficacia della UNI/PdR 159 risiede nella sua capacità di trasformare l’inclusione in un percorso strutturato.

Per questo motivo Fiabilis e Good Impact supportano le organizzazioni attraverso attività di assessment, analisi dei processi organizzativi, percorsi formativi e iniziative di sensibilizzazione, con l’obiettivo di identificare aree di miglioramento e costruire modelli coerenti con i principi della Prassi.

L’approccio non si limita alla verifica della conformità normativa, ma punta a sviluppare una cultura inclusiva capace di generare benefici duraturi per le persone e per l’organizzazione.

Conclusioni: la vera sfida è creare contesti inclusivi

La UNI/PdR 159:2024 rappresenta un passaggio importante nell’evoluzione delle politiche di inclusione nel mondo del lavoro.

Più che una linea guida tecnica, è uno strumento che aiuta le organizzazioni a compiere un salto culturale: passare dalla gestione della disabilità come adempimento alla costruzione di ambienti di lavoro nei quali ogni persona possa esprimere il proprio talento, partecipare attivamente e contribuire alla crescita dell’organizzazione.

Perché la vera sfida non è assumere una persona con disabilità.

È creare le condizioni affinché possa crescere, contribuire e generare valore insieme all’azienda.

Vuoi scoprire come possiamo lavorare insieme?

Contattaci ora e prenota una consulenza con noi.

Articoli e interviste correlate

Per approfondire ulteriormente le tematiche trattate e scoprire argomenti affini, vi invitiamo a consultare la nostra raccolta di articoli e interviste. 

Simboli di genere maschile e femminile su post-it affiancati da due pile di monete di altezza diversa, a rappresentare il gender pay gap

Gender Pay Gap: come si calcola e perché la soglia del 5% cambia le regole

Dal 2026 il gender pay gap è un dato da misurare e comunicare. Scopri come si calcola, quali indicatori richiede il decreto sulla trasparenza retributiva, cosa scatta oltre la soglia del 5% e le cinque leve per ridurre il divario.
Mani di un team aziendale che uniscono ingranaggi in legno, simbolo della valutazione dell'impatto sociale d'impresa

Come misurare l’impatto sociale della tua azienda: metriche e KPI fondamentali

La valutazione dell'impatto sociale trasforma le iniziative in risultati misurabili. Scopri la differenza tra output, outcome e impatto, quali KPI sociali monitorare e come lo SROI aiuta a valutare il valore generato dalla tua azienda.