Quali cambiamenti ha portato la certificazione della parità di genere nella vostra realtà?
Ha permesso all’azienda di approfondire la conoscenza del tema, che spesso viene ancora trattato con superficialità. Ha inoltre dato la possibilità all’Azienda di misurarsi con dati oggettivi, prendere consapevolezza sulla “Parità di Genere” e trasmettere quest’ultima al personale. Ha reso più tangibile l’impegno profuso negli anni precedenti per supportare il personale e l’intento di azzerare il “Gender gap”.
Cosa cercavi nel consulente che ti doveva affiancare?
Nella consulente che ci ha affiancato nel percorso di certificazione abbiamo trovato il supporto necessario per ottenere la certificazione. Sono stati forniti gli strumenti pratici per misurare oggettivamente la nostra realtà, rilevare la percezione del personale e costruire un sistema integrato di documenti in linea con i requisiti richiesti, contribuendo così a rendere il processo strutturato e sostenibile nel tempo.
In che modo hanno reagito i dipendenti?
L’iniziativa ha rappresentato per alcuni una presa di coscienza, per altri un’occasione di confronto, e per altri ancora un primo approccio al tema della Parità di Genere, spesso non approfondito con il giusto metodo. È emerso un interesse concreto verso la formazione ricevuta, utile a riconoscere e affrontare correttamente eventuali discriminazioni o atti di violenza, anche attraverso strumenti di denuncia. L’azienda ha dimostrato una cultura radicata nella tutela della famiglia, in tutte le sue forme, grazie ad azioni concrete promosse dalla dirigenza. Gli sviluppi pratici, come il sistema di segnalazione e la formazione, sono stati accolti positivamente, mentre quelli più formali, come le procedure di assunzione o sviluppo del personale, sono risultati meno efficaci in una realtà medio-piccola e fortemente vissuta come la nostra, dove non sono mai emerse situazioni di discriminazione in questi ambiti.
L’effort è stato superiore o inferiore alle aspettative?
L’impegno richiesto per l’adeguamento della documentazione è stato superiore a quanto previsto, dal momento che i requisiti della PDR 125:2022 sono stati integrati in un sistema preesistente già molto articolato. Gli esiti hanno richiesto invece uno sforzo minimo, dal momento che già era stato attuato molto grazie all’audit famiglia e lavoro.
Vuoi dare un consiglio alle aziende che vogliono intraprendere lo stesso percorso?
Il tema della Parità di Genere aiuta a sviluppare una maggiore consapevolezza e comprensione dello stato d’animo dell’altro sesso/genere, spesso influenzato da stereotipi e retaggi culturali difficili da superare. Questa consapevolezza ha un impatto diretto sul clima aziendale e sui risultati organizzativi. In questo senso, la certificazione rappresenta un valido punto di partenza per la Dirigenza, favorendo un dialogo interno più aperto, costruttivo e orientato all’inclusione.
Come pensi che il percorso intrapreso possa svilupparsi in futuro?
Confidiamo che sempre più aziende sentano la necessità di affrontare il tema della Parità di Genere, non solo per migliorare l’ambiente lavorativo, ma anche per contribuire a un cambiamento culturale più ampio, oggi quanto mai urgente alla luce dei recenti fatti di cronaca che coinvolgono anche i più giovani. Con l’applicazione sempre più diffusa della norma, speriamo infine che alcune misure di gestione del personale, pensate per realtà aziendali di grandi dimensioni, vengano riconsiderate e adattate anche alle esigenze delle aziende più piccole, dove le dinamiche e le possibilità di crescita sono diverse, ma non per questo meno meritevoli di attenzione.