Quali cambiamenti ha portato la certificazione della parità di genere nella vostra realtà?
Alessandra: “La certificazione sulla parità di genere è stata per noi in IUNGO un momento di grande consapevolezza. Ha valorizzato quanto già facevamo per promuovere una cultura inclusiva e ci ha dato l’opportunità di formalizzare pratiche consolidate. Fondamentale è stato il coinvolgimento delle nostre persone, che hanno contribuito con visioni e proposte, rafforzando un dialogo aperto e costruttivo su temi di inclusione e rispetto”.
Qual è stato il tuo ruolo in qualità di consulente in questo percorso?
Simona: “Il mio ruolo è stato quello di comprendere a fondo la realtà aziendale e le dinamiche esistenti, con l’obiettivo di proporre interventi frutto di una scelta condivisa. Non si tratta di soluzioni imposte dall’alto, ma di iniziative autenticamente sentite e percepite come proprie dalle risorse e dall’intera organizzazione. Questo approccio è perfettamente in linea con i principi che caratterizzano la nostra consulenza: promuovere consapevolezza sui temi previsti dalla norma UNI PDR 125:2022 e fornire strumenti adeguati a garantire un percorso realmente coerente con tali principi. L’obiettivo è assicurare nel tempo miglioramenti pianificati e sostenibili, consolidando una cultura aziendale fondata su valori condivisi”.
Come ha reagito l’azienda alle iniziative proposte?
Simona: “L’azienda si è dimostrata fortemente motivata, con una consapevolezza già ben radicata sui temi della parità di genere. Questo livello di maturità ha rappresentato un punto di partenza solido, favorendo il percorso intrapreso insieme e rendendolo un’esperienza arricchente per entrambe le parti”.
E le risorse? Come hanno vissuto questa iniziativa?
Alessandra: “Le risorse hanno accolto questa iniziativa con interesse e partecipazione, dimostrando entusiasmo nel creare un ambiente di lavoro più consapevole e inclusivo. Molti colleghi hanno contribuito anche a iniziative esterne, come il supporto al centro antiviolenza, a beneficio delle persone più vulnerabili. Questo impegno collettivo, unito al riconoscimento del nostro sforzo nel garantire un ambiente equo e libero da discriminazioni, conferma che siamo sulla strada giusta”.
Volete dare un consiglio alle aziende che vogliono intraprendere lo stesso percorso?
Alessandra: “Consigliamo alle aziende interessate a intraprendere questo percorso di partire da una riflessione interna autentica. È essenziale guardarsi dentro per comprendere i propri valori e aree di miglioramento. Questo non deve essere un mero esercizio formale, ma un’opportunità per esprimere una sostanza autentica, confermando o migliorando l’impegno verso un ambiente inclusivo e rispettoso”.
Simona: “Alle aziende che desiderano intraprendere il percorso verso la certificazione per la parità di genere, consiglio di considerarlo come un’occasione unica per costruire le fondamenta di un ambiente lavorativo realmente inclusivo. Questo processo rappresenta un’opportunità per promuovere una cultura aziendale che garantisca la valorizzazione equa di tutte le risorse, favorendo condizioni di lavoro basate sull’uguaglianza, sul rispetto e sulla piena valorizzazione del talento, indipendentemente dal genere”.
Come pensi che il percorso intrapreso possa svilupparsi in futuro?
Alessandra: “Per il futuro, vediamo questo percorso come l’inizio di un impegno continuo. Puntiamo a rafforzare la cultura inclusiva internamente, coinvolgendo sempre più persone, e a ispirare altre realtà condividendo esperienze e buone pratiche. Crediamo che il nostro ruolo vada oltre i confini aziendali: vogliamo trasformarci in un esempio concreto di come questi valori possano essere tradotti in azioni quotidiane e impatti positivi sul mondo che ci circonda”.