Intervista a Davide Santoro

GE HealthCare ha ottenuto la certificazione per la parità di genere, rafforzando l'equità, la cultura inclusiva e i processi interni con un impatto positivo e maggior consapevolezza.
Intervista Davide Santoro

Davide Santoro, HR Country Manager Italy & Business Partner Commercial di GE HealthCare, racconta il percorso sfidante che ha portato GE HealthCare a raggiungere con successo questo obiettivo.

Quali cambiamenti ha portato la certificazione della parità di genere nella vostra realtà?
L’ottenimento della certificazione UniPDR 125:2022 ha rappresentato per GE HealthCare Italia un momento di consolidamento e accelerazione del nostro impegno verso l’equità di genere. Ha portato maggiore consapevolezza interna, spingendoci a misurare con maggiore precisione i nostri progressi e a strutturare azioni più mirate. Abbiamo rafforzato la nostra strategia di culture and beloging e valorizzato maggiormente le diverse iniziative sull’inclusione, migliorato ulteriormente i processi di selezione e promozione, e avviato programmi di formazione specifici per il management. È stata un’evoluzione che ci ha permesso di coniugare un cambiamento procedurale ad uno culturale. Una trasformazione di grande valore per tutta l’azienda e per le nostre persone.

Cosa cercavi nel consulente che ti doveva affiancare?
Cercavamo un partner che non si limitasse a guidarci nella compliance normativa, ma che comprendesse profondamente la nostra cultura aziendale e ci aiutasse a valorizzare ciò che già facevamo, portando al contempo uno sguardo critico e costruttivo. Qualcuno che potesse interpretare questo ruolo con grande professionalità, flessibilità e capacità di ascolto.

In che modo hanno reagito i dipendenti?
La reazione è stata molto positiva. Abbiamo riscontrato un forte senso di orgoglio e appartenenza, e non solo tra le colleghe, che hanno riconosciuto l’impegno dell’azienda su un tema così importante. A dimostrarlo l’ampia partecipazione ad esempio ai training sul linguaggio inclusivo. La certificazione è stata percepita come un segnale concreto di coerenza tra i nostri valori e le nostre azioni.

L’effort è stato superiore o inferiore alle aspettative?
Direi in linea con le aspettative. È stato un percorso impegnativo, ma ben strutturato. La parte più sfidante è stata sicuramente la raccolta e l’analisi dei dati, ma è anche quella che ci ha restituito il maggior valore in termini di consapevolezza e direzionalità. Il supporto del team di consulenza è stato fondamentale per mantenere il focus e rispettare le tempistiche.

Vuoi dare un consiglio alle aziende che vogliono intraprendere lo stesso percorso?
Il mio consiglio è di non considerare la certificazione come un punto di arrivo, ma come un’opportunità per attivare un cambiamento reale e duraturo. È importante coinvolgere fin da subito il top management e comunicare in modo trasparente con tutta l’organizzazione. E soprattutto, affidarsi a partner competenti che sappiano accompagnare il percorso con visione, concretezza e spirito critico.

Come pensi che il percorso intrapreso possa svilupparsi in futuro?
Il nostro obiettivo è quello di integrare sempre di più i principi della UniPDR 125:2022 nelle strategie HR, di business e nella nostra Culture And Belonging Strategy. Continueremo a monitorare i nostri indicatori, a formare le persone e a promuovere una cultura inclusiva. Vogliamo che GE Healthcare sia un luogo in cui ogni persona possa esprimere il proprio potenziale, indipendentemente dal genere. La certificazione è solo l’inizio di un percorso di miglioramento continuo che ormai abbiamo intrapreso da diversi anni.

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